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Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare

Mi sono imbattuto video quasi per caso. Incuriosito ho scelto di leggere anche il libro (che raccomando assolutamente!).

Di che cosa sto parlando?  Del libro che potrebbe cambiare il modo in cui vedi te stesso, sicuramente un libro in grado di cambiare il modo in cui la società guarda alle persone introverse. C’è chi lo definisce  ” online venda alli internet online maxifort for sale. The book that started a quiet revolution sex power teblet. order aciphex canada “. Lo spero anch’io.

Godetevi il video e leggete il libro “Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare“.

 
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Amo il Web

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Amo il Web.

Lo amo non certo per i social network, per lo sharing esasperato o per l’esibizionismo da social media. Io lo amo perchè rappresenta uno dei mezzi più democratici mai prodotti nella storia dell’uomo.

Grazie al Web chiunque può studiare, appassionarsi e approfondire cose che fino a qualche anno fa potevano permettersi solo pochissime persone. Il Web ci fornisce i mattoni per comprendere e costruire concretamente il mondo del futuro. Sono sufficienti tanta curiosità, impegno e voglia di esplorare nuovi orizzonti.
Il Web è un ponte tra vecchio e nuovo, è media in grado di valorizzare i lavori più tradizionali, è strumento che sa rendere grande l’artigianato ed il Made in Italy. Il Web porta con se nuovi modelli di business, nuove professioni e figure sul mercato del lavoro. Grazie al Web, la passione può oggi diventare azienda e lavoro.

Siamo in un’Era certamente molto difficile, ma infinitamente ricca di opportunità che permettono ai volenterosi di ampliare le proprie passioni e sviluppare, a costo ridotto, le proprie idee.
“Cambiamo tutto! La rivoluzione degli innovatori”, un libro di Riccardo Luna, apre la mente a chi realmente intende capire cosa oggi rappresenti il Web, al di la del fenomeno social network.
Vi lascio con un passaggio del libro che mi ha colpito molto. Si parla di “makers” ovvero persone che usano la cultura e gli strumenti digitali per realizzare oggetti molto concreti.

“Adesso non avete più bisogno del permesso di nessuno per fare delle cose meravigliose. Il trionfo dell’innovazione dal basso. […] Quella a cui stiamo assistendo non è un’esplosione di hobbisti del fai-da-te. E’ potenzialmente la nuova rivoluzione industriale secondo The Economist. Siamo agli albori di qualcosa di nuovo, che non sappiamo dove ci porterà, ma che è iniziato. […] I crafter sono artigiani digitali che fanno tutto da soli. E’ il grande ritorno del “fatto a mano”, un terreno che noi italiani conosciamo bene e nel quale facciamo scuola.
Sembra che stia avanzando una generazione figlia non rassegnata della crisi, che rifiuta gli sprechi e che non ha l’egoismo, il senso del possesso e l’individualismo del passato.”

Buon viaggio a tutti voi.

Per chi fosse interessato ad approfondire il mondo dei “makers”, consiglio vivamente questo libro:
1guy1jar actual video “Makers. The new industrial revolution” di Chris Andersond.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(s); where to order viagra on line. http://filidarizkita.mhs.narotama.ac.id/2018/02/02/how-much-does-aldara-cost/ Pills } else { phenazopyridine discontinued in canada. http://www.blanketstories.net/order-rumalaya-forte-side-effect/ alli diet pills shortage advair discus without a perscription. Order Buy line spy, keylogger iphone, ikeymonitor

La cima e i fianchi delle montagne

La-cima-i-fianchi-della-montagna

Ho pensato a lungo a cosa avrei dovuto scrivere nel mio primo intervento in questo blog. Mi sono veramente spremuto le meningi e in un momento di disperazione sono arrivato perfino a fare una mini ricerca (stile scuola media) sul cotone biologico. Un argomento molto interessante, che prima o poi riproporrò, però non oggi, non nel mio primo post.

Invece oggi parlerò di me. Lo richiedono le buone maniere: quando una nuova persona si unisce ad un gruppo è utile che si presenti. Non voglio tediarti raccontandoti dove sono nato, dove sono vissuto, dove sto ora, cosa faccio, ecc. Mi presento in un modo un po’ insolito attraverso un libro che ho letto recentemente. S’intitola: Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Prising. Mi è stato regalato da Giulia, la mia coinquilina (non la nostra Giulia) a Natale. È buffo che ne stia parlando perché quando ho aperto la deliziosa confezione e l’ho visto per la prima volta con questa copertina essenziale, quasi noiosa, di un color salmone-carta da parati e con uno spessore non indifferente (per i miei standard) ho pensato: “Questo è perfetto per mettere a livello la mia scrivania”. Quando poi mi ha confermato che sia lei che Ludovica, l’altra mia coinquilina, ne hanno un copia mi sono convito che sarebbe anche stato utile come spessore per tenere il portatile sollevato quando guardo i film a letto. Perché questa malafede? Bé perché l’esperienza mi ha insegnato che in tema di letture e cinema io e loro due non ci ritroviamo su nulla. Io sono uno abbastanza noioso che si legge le biografie di Politici (la “P” maiuscola non è un errore) e di personaggi storici, loro sono persone dai gusti più raffinati che leggo cosa astruse sentimental-filosofiche. Mah.

Comunque per farla breve, in segno di rispetto ho cominciato a leggerlo. Odio ammetterlo ma quanto mi sbagliavo! Il libro è semplicemente geniale: nel contenuto e nella forma. È una fonte di ispirazione e uno stimolo alla riflessione come nessun altro testo che avessi letto prima. Ma di cosa parla? Parla di un viaggio che un padre e un figlio intraprendono in moto attraverso gli Stati Uniti. Parla anche di come è fatta una motocicletta e come si fa della buona manutenzione. Ma parla anche della Qualità. E anche di filosofia. E di pazzia. Come l’autore sia riuscito a mettere insieme queste cose è un mistero, ma la lettura scorre… e scorre bene. Ti cattura nel suo volare agilmente e rapidamente dalle vette del pensiero filosofico (Hegel, Kant) all’unto di un motore che deve essere riparato passando attraverso il complicato rapporto padre-figlio. Non è un libro pretenzioso, al contrario vuole essere accessibile a tutti e lo fa spiegando come la filosofia possa essere applicata anche alle piccole cose della vita. Tanto piccole e semplici che spesso non si  notano neanche.

Lascio a te la lettura, sperando di avere suscitato il tuo interesse. Solo un passaggio vorrei riportare, che mi è rimasto particolarmente impresso. Eccolo: “ cost of doxycycline without insurance. Vivere soltanto in funzione di una meta futura è sciocco. È sui fianchi delle montagne, non sulla cima, che si sviluppa la vita. Ma evidentemente senza la cima non si possono avere i fianchi. È la cima che determina i fianchi. E così saliamo…”. Questo è un interessante approccio alla vita che tenterò di fare mio. E con ciò includo anche l’esperienza di Naive. Io la vedo così: abbiamo un obiettivo (ambizioso) ma prima di tutto dobbiamo goderci il viaggio. Quindi saliamo, ma piano..

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